Americo Severini

Vice campione del mondo di ciclo cross

 

Americo Severini, vice campione dl Mondo di ciclo cross e tre volte campione italiano

E’ nato in un incanto fiabesco del paese di Barbara, in provincia di Ancona, in un fazzoletto di terra marchigiana, in una tipica dorsale collinare, fra i fiumi Nevola e Misa. Il padre Collatino, dopo aver trascorso un periodo in Germania rientra a Barbara, si sposa con Emma Amello di Castelleone di Suasa in provincia di Ancona e presto i due avranno molti figli. La prima figlia è Anaide, poi Fulvia, Severino, Americo, Teresa, Agostino e Anna Maria (vissuta un solo anno). Più la famiglia aumenta e più la situazione familiare si fa seria, la fame è tanta, non tutti i giorni si può mangiare un pezzo di pane. Nonno Gaetano, viene spesso chiamato dai contadini per uccidere gli animali, agnelli, suini, buoi, un lavoro crudo, ma che dava la possibilità di guadagnarsi il pranzo per se e per tutta la sua famiglia. Il più vivace della numerosa famiglia Severini è Americo, quarto dei figli, nato l’11 maggio 1931, in un periodo nero per la vita del paese e per la nazione. Il fascismo esercita su ogni settore della società italiana e diviene di anno in anno sempre più stretto e rigoroso. E’ il tempo delle grandi imprese ciclistiche di Guerra, Girardengo, Bottecchia, Binda, Gestri, Olmo, Del Cancia, e Cinelli, che rallegrano l’umore di questo triste periodo, fame e disperazione. Erano i miti di Severini, imprese raccontate dai suoi amici, molte volte ascoltate nei commenti nei bar, dagli appassionati di ciclismo.

Fin da bambino, Americo, si era accasato come garzone da Ivan, commerciante ambulante di stoffe, ciclista allievo, che lo ha sfamato, rivestito e accudito.


Ivan, all’inizio di stagione, quando comincia gli allenamenti, pratica almeno per un mese la corsa a piedi, e il piccolo Americo, abituato a stare sempre con lui, lo segue sempre, scrutando i piccoli trucchi e le varie azioni. Ivan Tarducci, ha corso due anni, come allievo ciclista, con il gruppo ciclistico “Vis Sauro” di Pesaro, ottenendo anche dei buoni risultati. Erano i tempi dei dilettanti Pugnaloni, Lattanzi e ha terminato la sua carriera dopo la guerra.


Americo, per le sue peripezie e per la vita trasandata che conduce, in paese viene chiamato il “selvaggio”, egli è abituato a dormire sulle piante, a mangiare quello che trova, ed è abituato a non farsi vedere dalla famiglia per alcuni giorni. Ivan Tarducci, è molto affezionato al piccolo Americo, chiamato con il soprannome di “Micco” o il “Selvaggio”, gli vuole bene come un fratello, e al termine della sua carriera ciclistica, a fine guerra, gli regala la sua splendida bicicletta da corsa. La bicicletta, per Americo, è troppo alta e lunga, vista la sua statura piccolina, per montare sulla bicicletta deve sempre cercare un appoggio, un marciapiede, una pietra, un muretto, perchè non arriva con i piedi a terra, ma lui la usa ugualmente ottenendo buoni risultati già dai primi tempi. Si iscrive alla società sportiva “Barbara” di Arturo Fiorani, meccanico di biciclette a Barbara, insieme a Vittorio Antognini di Ancona. Nel 1946, la società ciclistica Barbara gli assembla una bicicletta a sua misura, su telaio Olmo e partecipa alla sua prima gara a Barbara. Fu una corsa dura, se si pensa al percorso, ancora disagiato dalla guerra, dove partecipano allievi e dilettanti insieme. La gara si è conclusa in volata, con tre ciclisti al comando, la vittoria va a Marcello Badioli di Senigallia (un forte dilettante), seguito dal fratello Glauco e al terzo posto il giovanissimo Severini. La sua prima vittoria nella sua terza gara che si svolge a Jesi, in occasione del campionato marchigiano allievi.



























Molte le sue vittorie, tra le più straordinarie a Cattabrighe di Pesaro nella coppa “Dragomanni”, a Sassoferrato, ad Urbania, ad Ancona, a Serra dei Conti, a Grancetta, ad Arcevia, a Senigallia e a Mondolfo.


Una delle memorabili vittorie di Americo Severini si svolge a Velletri. Il percorso: da Velletri a Latina, Cisterna, Roma, Rocca di Papa e arrivo a Velletri in una salita lastricato in pietre. Una gara molto stressante, la vittoria si decide nella salita prima del traguardo, dove il “Barbarino” taglia il traguardo per primo battendo i forti romani Monti e Fabbri. Termina l’annata con 15 vittorie, tre secondi posti e numerosi piazzamenti. Nel 1949, corre come “dilettante”, per il gruppo ciclistico “Polisportiva Forsempronese” di Fossombrone Pesaro, con bicicletta Olmo.

Ottiene un buon stipendio di 25.000 lire al mese. Il 20 aprile, vince la Coppa Manfredi. Nel 1950 Americo Severini, continua a correre con i “dilettanti”, con la maglia della “Polisportiva Forsempronese” di Fossombrone Pesaro e con bicicletta Olmo. Nel 1951, corre con i “dilettanti”, sempre con la maglia della “Polisportiva Forsempronese” di Fossombrone Pesaro, con bicicletta Olmo. Il 26 marzo vince la Bologna-Raticosa di km.45. Nel 1952, Americo Severini, segue suo fratello Severino, che si trova già a Milano da alcuni anni per lavoro. Lascia la sua amata terra, per cercare più fortuna, nella metropoli Milanese. Americo, il brillantissimo corridore, ha piantato definitamene le tende della sua attività agonistica a Milano. In questa stagione corre con i colori della società ciclistica “Excelsior”, con bicicletta “Dal Cerri”, con sede all’ombra della Madonnina.


Il 19 marzo, Americo Severini, partecipa alla prima gara milanese e con la maglia dell’Excelsior ritorna nelle Marche per disputare a Cattabrighe di Pesaro la Coppa Dragomanni di 95 chilometri, dove giunge secondo. Americo Severini, vuole provare nuove emozioni e si prepara a frequentare qualche gara di Ciclo-cross. La prima gara di ciclo-cross a cui Americo partecipa si svolge il 16 novembre, a Cinesello Balsamo, dove giunge secondo nella classifica finale del gran Premio “Ciclocross di Cinesello” di km.24. Americo è chiamato al servizio militare dagli ultimi mesi del 1952, arruolato nel 3° Battaglione Fanteria di Mantova, 9° Compagnia, con la qualifica di assaltatore, fino ai primi mesi del 1954. Americo, nel 1954, corre tra i dilettanti con il gruppo ciclistico “Augustea”, con bicicletta Augustea. Il 9 maggio, partecipa al Ghisallo, alla Milano-Ghisallo di km.133. Una gara intensa e dura, con i migliori ciclisti d’Italia, al traguardo in volata vince Giannantonio Riccò, al secondo posto Aldo Moser e al terzo posto Americo Severini. Nel 1955, corre tra i dilettanti con il Gruppo Sportivo “Giambellino” di Milano”, con bicicletta Gramaglia. Il 23 gennaio, partecipa a Como, ottenendo la sua prima vittoria ufficiale nel Ciclocross di Como, battendo il giovane Longo. Per la prima volta, partecipa a un campionato italiano di ciclocross, giungendo secondo dietro a Mario Rossi di Pontedecimo Genova e al terzo posto Giovanni Picasso.

Fu Malabrocca, allora presidente dei ciclocrossisti italiani dilettanti, ad invitare Severini a partecipare alla gara di Monte Valerian in Francia, dove Americo vince il Gran Premio Martini di ciclocross, gara internazionale con i più forti ciclisti d’Europa. Tutti i giornali nazionali parlano di Americo, che fa turbare il sonno degli specialisti stranieri. Anche a Barbara, il suo paese nativo, nei bar Sira, Morico, o nell’Osteria Messalina, non si parla di altro, è ritornata quell’atmosfera che si respirava quando lui abitava in paese. Il 6 marzo, a Saarbrucker in Germania, si svolge il Campionato Mondiale di Cross. Americo vi partecipa per la prima volta, giungendo al terzo posto. Al primo posto si è classificato il francese Andrè Dufraisse e al secondo posto lo svizzero Bieri Hans.

Nel 1956, dopo tanta gavetta tra i dilettanti, Severini corre tra i professionisti, nelle file degli Indipendenti, con il Gruppo Sportivo “Augustea” e l’Unione Sportiva “Cavariese”, con bicicletta Gramaglia e Augustea. Il 5 febbraio 1956 a Pontedecimo di Genova, Severini vince il Campionato Italiano di Ciclocross. Nel 1957, Americo corre come Indipendente, con il gruppo ciclistico “Augustea-Clement”, il “VC Versailles-Rochet”, il “Rochet-Dunlop” e la “Lygie”, con bicicletta Gramaglia. Il 6 gennaio, partecipa a Chatou, dove vince il gran premio Ciclocross di Chatou. Nel 1958, Severini corre come Indipendente, con il gruppo sportivo “Giambellino”, che prende il nome da un popoloso quartiere di Milano, diretto da Cesare Arienti e Pino Raimondi, con bicicletta Gramaglia. Il 23 febbraio 1958, in Francia, nella campagna del Velodromo di Limoges, in mezzo a un bosco, si svolge il Campionato del Mondo di Ciclocross, Americo giunge secondo dietro al francese Dufraisse e davanti al tedesco Wolfshohl e all’italiano Longo. Per il mitico “Micco”, la gara è stata una delusione, si è veramente allenato per conquistare il podio più alto del Mondiale. Il 18 maggio 1958, il piccolo “Barbarino” Americo Severini si sposa con Ersilia Sirocchi.


Nel 1959, Severini corre come professionista, con il gruppo sportivo “Giambellino” di Milano, con bicicletta Gramaglia. Il 1 gennaio a Limoges, nel Ciclocross Peyret de Bellac, gara internazionale, grande duello tra Severini e Dufraisse. Severini si è imposto benissimo e ha vinto brillantemente davanti al tedesco Wolfshohl e al francese Dufraisse. Nel 1960, Severini corre come professionista, con il gruppo sportivo “Riso Curti”, con bicicletta Gramaglia. Nel 1961, Severini corre come professionista, con il gruppo sportivo “GBC”, con bicicletta Gramaglia. Il 5 febbraio 1961, a Imola, vince per la seconda volta il titolo di Campionato Italiano Ciclocross, davanti a Longo, Ferri e Zorzi. Nel 1962, Severini corre come professionista, con il gruppo sportivo “Gramaglia” e “GBC”, con bicicletta dell'abile artigiano milanese Gramaglia Roberto. Nel 1963, Severini corre sempre tra i professionisti, con il gruppo sportivo “Gramaglia” e “GBC”, con bicicletta dell’artigiano Gramaglia Roberto. E’ il periodo delle grandi sfide, come ai tempi di Bartali-Coppi nel ciclismo su strada, ora è il momento della sfida Severini-Longo di ciclocross. Severini, il primo gennaio a Milano, nel Parco Lambro, vince il Gran Premio città di Milano, superando il forte Longo.


Il 3 febbraio 1963, a Giussano, in provincia di Milano, si svolge il Campionato Italiano di ciclocross, Americo conquista il suo terzo Campionato davanti a Longo, Ferri e Martin. Nel 1964, Severini corre tra i professionisti, con il gruppo sportivo “GBC”, con bicicletta Gramaglia. Il noto presentatore Enzo Tortora, parlando di Severini per radio, lo aveva annunciato come “…Severini…l’eterno secondo…”. Nel 1965, Severini corre tra i professionisti, con il gruppo sportivo “GBC” e “Giambellino”, con bicicletta Gramaglia. Nel 1966, Severini corre tra i professionisti, con il gruppo sportivo “GBC”, con bicicletta Gramaglia. Nel 1967, per Severini è l’ultimo anno tra i professionisti, con il gruppo sportivo “GBC” e “Giambellino”, con bicicletta Gramaglia. Severini, conclude la sua carriera ciclistica da professionista, per poi ritirarsi per un periodo di riposo, si esibisce ogni tanto come amatore, ha ancora un buon impulso, da fare invidia a molti giovani.


Americo è professionista dal 1956, a tutto il 1967, ha vinto quarantadue cross in Italia ed all’estero, conquistando tre titoli nazionali e facendo sempre parte della rappresentativa italiana ai campionati del mondo, nei quali si è spesso ben comportato, classificandosi tra l’altro secondo nel 1958 a Limoges, terzo a Saarbruken nel 1955 e a Ginevra nel 1959 ed a Cavaria nel 1965. E’ il ciclopratista italiano che ha totalizzato nella sua carriera il maggior numero di secondi posti.


Il 01 ottobre 2006, all’età di 75 anni, Americo Severini, con il gruppo ciclistico “Club Amici della bici” di Senigallia, composta da Fabio Mancini e Roberto Fabri, affrontano la grande impresa, partecipando alla famosa e mitica corsa, di biciclette d’epoca, “L’Eroica” di Gaiole in Chianti, organizzata da Giancarlo Brocci. E’ stato in questo nostro incontro, con il mitico Severini, l’impulso a questa pubblicazione richiesta vivamente dal sincero entusiasmo di Leonardo Stefanini, anche lui del “Club Amici della bici” ed un appassionato di bici da corsa d’epoca, di rendere maggior onore ad un così grande personaggio del ciclismo marchigiano. La gara ha inizio alle cinque del mattino, con una leggera nebbia, il gruppo senigalliese, ha deciso di puntare sul percorso lungo di oltre 200 km. Attraverso le magnifiche colline senesi, dal Chianti alla Valdorcia, dove la bellezza della natura supera molte volte la stanchezza, si ride, si sfotte, si mangia l’uva e da un vecchio fiasco esce del buon nettare di Bacco. Con il pensiero si torna ai vecchi tempi, si sogna a occhi aperti gli eroici Binda, Girardengo, Volpi, Bartali, Coppi.

Mentre Severini, in quelle strade polverose e con ripide salite, che da Asciano conducono a Montalcino, terra famosa per il Brunello, si arrampica senza fatica, come un ghepardo su una pianta, mettendo invidia a molte persone più giovani. La sua avventura eroica è stata filmata dai suoi amici e sarà veramente un documento molto importante nella storia, è uno spettacolo osservare il suo stile in bici è lo stile di un vero professionista. E’ arrivato al traguardo, insieme al suo gruppo, in un’ottimo orario, in mezzo ad una folla esultante ed accanto ai suoi eroici amici, un personaggio che ha conquistato tutti a Gaiole.


Le avventure del “selvaggio”, del “Micca”, del “barbarino”, del mitico campione di ciclocross Americo Severini, certamente non finiscono quì…Nel 2007 è nato un suo libro: Giordano Cioli-Mirella Meloni “Americo Severini, campione di ciclocross, l’amore infinito per la bici” Edizione donchisciotte, prefazione di Renato Longo, Lino Secchi Vice Presidente Nazionale FCI, Raniero Serrani Sindaco di Barbara, Luigi Severi del Club Amici della Bici di Senigallia e con la poesia di Gianni Messersì. Il libro è nato proprio in quell’occasione dell’Eroica 2006, nell’incontro tra gli autori, Americo Severini e gli Amici della bicicletta di Senigallia e con grande spinta del Sindaco di Barbara Raniero Serrani.

Americo con Fabio e Roberto all’Eroica del 2006

Americo festeggia a Barbara la presentazione del suo libro

Severini vince, riuscendo a conquistare cinque minuti di vantaggio al secondo arrivato Antonio Mazzara. Conclude il primo anno di “allievo” con quindici vittorie, sei secondi posti e numerosi piazzamenti tra i primi cinque. Nel 1947, partecipa come “allievo” alle gare ciclistiche, con il gruppo sportivo “Gepin-Olmo-Cantiano” di Cantiano Pesaro, che utilizza biciclette “Olmo”, di Giuseppe Olmo di Celle Ligure, una delle più rinomate marche in quell’epoca. Tra le vittorie più importanti di Severini c’è la “Coppa Muti” a Bologna, il Trofeo Montegranaro, dove supera il forte Gismondi, e vince anche a Monte San Giusto e a Petretoli. Nel 1948, Severini passa alla categoria superiore i “dilettanti”, corre per la società sportiva “Fiamma” di Cagli Pesaro, con biciclette Olmo.

Americo con Giancarlo Pagliarini e Andrea Bartali (figlio del grande Gino) all’Eroica del 2006

Americo è l’unico della famiglia che riesce, già in giovane età, a sfamarsi per proprio conto, spostandosi in giro per la campagna, tra i contadini, a raccogliere, molte volte anche a “rubare”, qualche frutto, prendere uova o quando capitava anche qualche pollo, che poi si cucinava da solo.

Americo, veniva chiamato anche “tetano” per le sue gambe sempre sbucciate e sanguinanti, perché, si arrampica velocemente e con grande abilità sugli alberi a raccogliere qualche frutto, “rubato” ai contadini della campagna di Barbara.

La scuola per lui non esisteva, entrava dalla porta e molte volte usciva dalla finestra, oppure, diceva alla maestra che doveva andare a fare la pipi e poi non si faceva più vedere. Grazie però, all’aiuto di Ivan Tarducci di Senigallia, che gli ha insegnato a scrivere e a leggere, riuscendo alla fine a fargli avere la promozione fino alla terza elementare.

Americo festeggia con Barbara la fine della gara

Americo festeggia con Barbara, Fabio, Roberto ed il campione di Polonia, la fine della gara